ETIOPIA: Racconto di viaggio di Roberto Sandrini

Oggi vorrei condividere con voi le immagini che ritornano vive alla mia mente di un paese a me molto caro l’Etiopia.
Queste immagini, purtroppo, sono macchiate in questo periodo da un terribile conflitto che si sta combattendo al nord del paese nell’area del Tigrai e, che sta mettendo in gravissime difficoltà moltissime persone riportandole in tempi di guerra passata che si pensava di aver abbandonato alla storia.
Il mio racconto di viaggio lo vorrei iniziare con qualche riga scritta da Claudio Tomatis, grande viaggiatore dell’area della Rift Valley in Etiopia, che esprime quello che anch’io penso di questo affascinante paese:

“…laggiù il tempo sembrava passare
nell’indifferenza dell’eternità…
il passato e il presente dialogavano
avendo come vocabolario il silenzio e il vento,
che ogni sera sembrava voler spazzar via tutto,
continuava instancabile ad accatastare,
da qualche parte, ore, giorni, mesi e anni
a formare secoli, lasciando tutto magicamente
intatto autentico, quasi irreale…”

E’ l’emozione mista a stupore che affiora ogni qualvolta mi trovavo davanti ad una chiesa rupestre con il sacerdote, finemente vestito di tutti quei paramenti che arrivano ad esprimere la sontuosità e la forza di una chiesa che ancor oggi diffonde il suo credo in ogni angolo del paese.
La croce ne è il simbolo più di ogni altro monile.
Ne sono esempio i suoi diversi tipi a seconda della loro area di provenienza.
I materiali usati quali legno, ferro, ottone e argento, le rendono oggetti di grande fascino e con grande storia a seconda dei simboli con i quali sono decorate.

Camminando nei villaggi dell’Etiopia ho scoperto poi il loro mondo. Un mondo fatto di sguardi intensi, acconciature, tatuaggi, scarificazioni a loro tanto care come segni di appartenenza, coraggio e di grande distinzione all’interno dei tanti gruppi etnici che da nord a sud popolano l’intero paese.

I ricordi proseguono con il traghettamento del grande fiume Nilo Azzurro su esili barche di di legno ma capaci di resistere alla forza delle correnti che sono create dalle roboanti acque.
La natura, in quel luogo, pare dimenticarsi dell’arsura nella quale vive una gran parte del paese, e con l’abbondanza d’acqua crea tappeti di rare erbe profumate costellati da grandi alberi, anche appartenenti alla famiglia del Baobab.

Anche il Parco nazionale del Simyen appare agli occhi dei visitatori un’area ancora intatta, raccogliendo in un insieme unico e affascinante i più suggestivi paesaggi africani.
Ha cime che raggiungono spesso i 4.000 mt e sono di origine vulcanica.
La vita in quelle aree si è sviluppata rispettando tutto quello che il Parco custodisce.
Inoltre non posso dimenticare la famosa, suggestiva spaccatura tettonica della Rift Valley che si estende per ben 3.000 chilometri dall’Etiopia alla Tanzania e visibile anche dallo spazio.
L’importanza di questo luogo è determinata anche dal fatto che è stata la culla della nostra razza perchè nel 1974 sono venuti alla luce i resti del più antico ominide mai scoperto: Lucy.

Scrivendo queste poche righe provo un senso di vuoto nel pensare che non potrò ritornare a rivedere l’Etiopia presto.
Ma quello che mi auguro prima di ogni cosa è che la guerra in atto possa cessare in modo da poter portare pace e serenità ma soprattutto poter rivedere i sorrisi sugli splendidi visi etiopi.

I Viaggi di Hirundo
Perché Nessun Luogo è Lontano

#hirundoviaggi#iviaggidihirundo#agenziaviaggihirundo#agenziaviaggipadova#hirundoviaggipadova#raccontodiviaggiohirundoviaggi#agenziaviaggi#nonsmetteremodiviaggiare#nonsmetteremodifarviviaggiare#etiopia#igersetiopia#etiopiagram

error: Il contenuto è protetto! Content is protected!