CILE: Racconto di viaggio di Roberto Sandrini


Ho avuto la fortuna di potermi recare in Cile molte volte, accompagnando gruppi di viaggiatori in cerca di emozioni, come lo sono sempre io.
Il paese non ha avuto un passato facile.
Il difficile periodo della dittatura di Pinochet ha creato solchi che ancor oggi sono difficili da coprire.

Ma l’aspetto storico viene in parte appannato dalla grande varietà di paesaggi, dalla presenza di terre arse e desertiche che lasciano spazio e lustro a territori fertili e colmi d’acqua creando grande stupore alla vista dei Viaggiatori.

L’aspetto che più mi colpisce, ogni esperienza che trascorro in Cile, è trovarmi in un deserto a più di 3000 metri di altezza, che si ricopre di fiori color lilla in un certo periodo dell’anno e, che poi lascia spazio ad una arsura e monocromia che vengono rotte dalle poche lagune glaciali dai colori vivacissimi.
Anche la vita nelle aree del Deserto di Atacama è legata al territorio.
Tutto scorre lentamente e viene mantenuto ruralmente senza ricorrere a creare cittadine o villaggi cartolina che molti paesi hanno.

Lasciando il Nord si arriva alla parte opposta del paese cioè a Sud, in Patagonia.
Già in fase di atterraggio si allunga il collo per vedere dal finestrino ciò che non ci si aspetterebbe mai di vedere.



Fiordi, laghi, fiumi, ghiacciai e verde tanto verde che a seconda del periodo dell’anno si presenta in tutta la sua magnificenza.
Trovarsi davanti ad un ghiacciaio con un lago sul quale galleggiano i suoi iceberg è l’immagine che abbiamo davanti a noi dopo solo un giorno di permanenza in Patagonia e l’emozione è forte venendo, anche sollecitata, da folate di vento pungente.

Le foreste che coprono gran parte del territorio patagonico le vediamo correndo a pelo d’acqua sul fiume che ci porta in uno dei Parchi nazionali più importanti in sud America e lì restiamo immobili davanti alle famose Torri del Paine.

Rientrando a Santiago dedichiamo una giornata alla visita di Val Paraiso, città portuale sulla costa cilena, nota per le ripide funicolari e le colorate case in cima alle colline.

Ma soprattutto ci porta a Valparaiso il ricordo di Pablo Neruda, che visitando la sua residenza museo La Sebastiana ci avvicina ancor più alla sua grande figura.
Non posso dimenticare, in questo mio racconto, le varie esperienze vissute all’Isola di Pasqua, territorio legato a storie e tradizioni ancestrali.
La forza che ancora sprigiona quell’Isola si prova davanti ad una fiera fila di Moai.
Figure che ancora oggi pare debbano custodire e difendere i segreti e le usanze che il popolo di Pasqua con orgoglio protegge.

I Viaggi di Hirundo
Perché Nessun Luogo è Lontano

 

error: Il contenuto è protetto! Content is protected!